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Per un Lion che non dovrebbe avere pregiudizi etnici, nè religiosi, nè di altro genere e che dovrebbe operare nel segno di una ‘globalizzazione’ anche spirituale, la celebrazione dei 20 anni dalla caduta del muro di Berlino, diviene un momento di profonda riflessione e di opportunità.
L’evento infatti, non solo rappresenta la fine di una contrapposizione tra l’Occidente capitalista e i regimi comunisti dell’Europa orientale, ma anche la speranza che i miliardi spesi per gli armamenti siano stati, da quel momento, impiegati per combattere la povertà e la fame nel mondo: “granai al posto degli arsenali”. Purtroppo però, questa speranza non si è ancora avverata ed anzi, nuovi ‘muri’, in questi due decenni, sono sorti e separano nazioni e popoli. Dalla Palestina a Ceuta, fino al Messico, altre barriere sono state erette: dunque, gioire per il ventennale della caduta del muro di Berlino sarebbe soltanto un anestetico per le nostre coscienze e comunque, solo una “mezza festa”.. A pensarci bene, un po’ tutti, praticando il silenzio e l’indifferenza, siamo stati in questi anni, complici inconsci di visibili ed invisibili tragedie, con vittime, di cui peraltro nessuno ha mai esaurientemente parlato... Una realtà nascosta, oscurata, parcellizzata, che i nostri simbolici e vigili leoni, ci spronano a non ignorare.
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