LIVORNO. Scienza ed informazione, salute e servizio sociale: in questa chiave,
va letta l'interessante iniziativa (ed i suoi risultati) del Lions Club Livorno Porto Mediceo
sulle malattie dell'occhio, la loro prevenzione e la cura, assieme ad un
profondo messaggio di presa d'atto della realtà clinica e di speranza
nell'innovazione tecnologica e nel crescente livello di educazione sanitaria.
Nell'incontro svoltosi al Palazzo della Provincia, grazie all'esperienza dei
maggiori clinici toscani, si è concretizzato un quadro completo dei
disturbi visivi, della diagnostica e delle possibili forme di intervento.
Alberto De Napoli, primario a Livorno, Raffaele Bonanni e Marco Nardi, docenti alle università di
Siena e Pisa, hanno tracciato per ogni tipologia di malattie un percorso di
grosso impatto medico e sociale per un folto auditorio di operatori e pubblico
(era presente, fra le autorità, l'ammiraglio comandante l'Accademia
Navale, Giuseppe Lertora). Dopo il saluto del
Prefetto Vincenzo Gallitto, dei Presidenti della
Provincia Claudio Frontera, dell'Ordine dei Medici
Eliano Mariotti e dell'Unione Italiana Ciechi, Campochiari, di Vasco Zecchi per
la Circoscrizione 4 e Massimo Favro del Lions International, è
stata trattata la parte strettamente scientifica scientifica
della manifestazione, coordinata dal presidente Angelo Fabio Giuffrida.
Cataratta. 220 mila interventi all'anno in Italia, er
una condizione che interessa sopratutto la terza età. Perfezionamenti
tecnici nelle dimensioni del taglio e nell'asportazione del cristallini rendono
sempre più semplice e sicuro un intervento oggi eseguibile in
day-hospital. Glaucoma.- 4.500 persone l'anno perdono
la vista per l'aumento della pressione all'interno dell'occhio (interessato il
4-8% della popolazione sopra i sessant'anni). Il danno è prevenibile, ma
non si avverte alcun disturbo premonitore. Essenziale quindi è la perioditictà dei controlli clinici, anche in
apparente buona salute, sopratutto se sussistano casi in famiglia. Purtroppo,
là dove si renda necessaria una terapia farmacologica,
solo il 35-54% dei soggetti segue con precisione le istruzioni mediche. Occhio
"pigro". Termine inesatto, ma efficace a rendere concreto il problema
ai non addetti ai lavori. L'ambliopia, secondo livelli e cause, può
essere affrontata con l'occlusione periodica dell'ochio
sano. Accanto ci sono metodiche affidate agli ortottisti e tecnici di
oftalmologia. Difetti visivi. Sono i disturbi della refrazione
ottica. Per la miopia o l'ipermetropia, le forme d'intervento riguardano la cheratotomia radiale, con risultati non brillanti a fronte
di complicazioni ed imprecisione tecnica. I moderni laser ad eccimeri offrono grosse garanzie di successo. Dove,per la
loro gravità, il laser si dimostri inefficace, si dispone di piccole
lenti correttive davanti al cristallino. Altra soluzione è la
sostituzione del cristallino naturale con uno analogo di materiale plastico
calcolato per annullare la refrazione ottica. Circa
l'astigmatismo, sempre attuale è la tecnica delle incisioni, oltre al
laser ad eccimeri. La terapia dello strabismo
è ottica, ricorrendo a tutti i sistemi disponibili, ortottica con
l'occlusione ed altre tecniche riabilitative e chirurgiche tramite interventi
di allungamento, accorciamento e spostamento muscolare. Retina. Circa il distacco
(colpita una persona ogni diecimila), il sintomo è la "tenda"
nel campo visivo. Non c'è dolore e ciò deve imporre particolare
prudenza, sopratutto in chi abbia casi analoghi in famiglia. Assieme al laser,
l'intervento chirurgico si impone quando le dimensioni del distacco sono
maggiori. La degenerazione maculare senile è un'alterazione progressiva,
legata anche al progredire dell'età. Si ha la perdita della visione
centrale. Di massima, terapie mediche non hanno effetto concreto. Il laser
può trovare impiego parziale e selettivo secondo i casi. Complicazione
rara, ma drammatica della malattia diabetica, è la retinopatia.
Oltre al controllo della affezione di base, la cura consiste nella fotocoagulazione laser, dopo una esatta diagnosi ottenibile
con la esecuzione della fluorangografia. - Gian
Ugo Berti
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