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Intervento Lions Club Firenze Convegno di Lucca PDF Stampa E-mail
Scritto da LC Firenze   
Giovedì 21 Luglio 2011 12:53
Convegno: 60 anni di Lionismo in Italia: L’esperienza Toscana
Lucca 21 Maggio 2011

La costituzione dei primi Club Toscani 1953 - 1991


Relazione del Presidente del Lions Club Firenze, Enrico Bausi

Vorrei iniziare con un passo del libro di Maurizio Naldini “ cinquanta anni di vita fiorentina vista dal Lions Club”:

“ ……la Firenze del 1953, conobbe il risveglio dopo la tragedia della guerra.  Fu quello l’anno della ripresa. Se, infatti, fino a quella data ancora dovevamo lottare per garantirci il cibo, con quell’anno il prodotto interno lordo comincia a volare al ritmo di otto punti l’anno. L’industria decolla e lascia indietro l’agricoltura anche per numero di addetti. Si profilano nel 1953 le nuove alleanze politiche, i progetti strutturali che ci avrebbero portato al boom degli anni Sessanta. L’Italia si risveglia, si scrolla dalle spalle il passato recente, supera definitivamente le divisioni, e si mette in marcia per diventare un Paese occidentale e moderno. Tutto questo fu ben percepito dai fondatori del Lions Firenze. Che seppero scegliere il luogo e il tempo giusto per fare la loro proposta di vita, che fu anche una proposta di società.”


Non possiamo, infatti, inquadrare oggi il significato della nascita in Italia dei Lions Club, senza fare riferimento al particolare periodo storico, quello del dopoguerra, carico di attese, di visione del futuro, d’impegno individuale per la ricostruzione della Società civile. Tutte motivazioni che videro tanti giovani quarantenni di allora ( questa era l’età media dei Fondatori del Lions Club Milano ) mettersi a disposizione per un progetto ambizioso: introdurre, anche nella società italiana, una serie di valori di origine anglosassone, così diversi da quella che era stata, sino ad allora, la cultura dominante. Solidarietà e disponibilità personale, nella liberta, per il bene della Comunità.


Nella riunione svoltasi a Milano al Ristorante Savini il 5 marzo 1951, Un gruppo di “ Simpatizzanti del Lions Club”, come li definisce il verbalizzante, incontra il Presidente Internazionale Mr. Petry e il Governatore del Distretto Svizzero Dr. Herbert Von Salis, oltre che l’Avv. Giancarlo Bianchi, Presidente del Lions Club Lugano. Questa si può definire la serata decisiva per l’inizio della avventura dei Lions in Italia. Colpisce l’attualità del messaggio del Presidente Internazionale, il quale intervenendo:


“… si è richiamato a quei principi di etica e di solidarietà che sono alla base di questa iniziativa, insistendo specialmente sul concetto che i Lions Club sono “Service Club”, cioè associazioni che riuniscono uomini i quali, pur essendo presi dal loro lavoro e dai loro affari, intendono dedicarsi gli interessi della Collettività e a un maggiore progresso del loro paese nei rapporti Internazionali…..”


Parole semplici e chiare che fanno riflettere, per la loro attualità a 60 anni di distanza.


Di quel gruppo di “ Simpatizzanti” guidati dal Segretario e Tesoriere  Oscar Hausmann, che tanta parte ebbe nella diffusione del Lionismo in Italia, faceva parte l’Avv. Arnoldo Funaro, industriale Chimico fiorentino, proprietario della SIDOL, fu lui nell’anno successivo a segnalare ad Hausmann, l’Avv. Pier Giovanni Canepele, noto campione di Coppa Davis, per individuare un gruppo di professionisti  disponibili a fondare anche a Firenze un Lions Club.

 


Nell’Archivio del Club, esiste una lettera, datata 24 Ottobre 1952, dove Hausmann racconta a Funaro dei contatti in corso con Canepele per la costituzione del Club di Firenze e della nascita a Torino del 3° Lions italiano, dopo quello di Napoli.


Alla prima riunione erano in diciotto, tutti professionisti ed imprenditori, essi rappresentavano il tessuto connettivo industriale e commerciale della Firenze del tempo: Avvocati, come Carlo Francesco Fedeli e Giovanni Canepele; industriali come Pindaro Carapelli, Giuseppe Gristina, Antonio Marzotto, Ildebrando Weber. Il Direttore della Associazione Industriali Guido Postiglione; Albergatori come Milo e Geraldino Kraft, Giuseppe Bonetti, Il Notaio Ugolino Golini, Il Magistrato Francesco Padoin. Il Medico oftalmologo Ivan Esente;  Il Dirigente del Banco di Roma Carlo Barbaia, Il Vice Console Americano John Hawley, il Commercialista Corrado Biancalani, l’Agente di Viaggio Domenico Benini, il Buyer Rupert Maino.


Scrive Maurizio Naldini:

“….Il loro obiettivo, era quello  di “servire” gli altri. “Essere solidali con il prossimo mediante l’aiuto ai deboli, il soccorso ai bisognosi, la simpatia ai sofferenti”. Ma tutto questo, dimostrando “ con l’eccellenza delle opere e la solerzia nel lavoro, la serietà nella vocazione professionale.” In pratica, una visione della vita e della società secondo la più limpida etica liberale. Dove i migliori devono continuare ad esserlo perché il mondo ha bisogno di loro. Ma,  nello stesso tempo,  devono  impegnarsi ad aiutare gli altri, a fare in modo che crescano fino a raggiungere traguardi più ambiziosi, e in ogni caso devono farsi carico di chi non ha la forza, o la fortuna, di incamminarsi da solo nei quotidiani confronti della vita….”


In questo scenario il Club muove i primi passi e in pochi anni aumenta il numero e l’autorevolezza dei Soci. Vorrei a questo punto sfatare un pregiudizio che considera quei Lions dediti quasi esclusivamente alla beneficenza. Non è così. Scorrendo l’attività di quegli anni, meeting per meeting, ( lo potete fare sul nostro sito ) si nota come, accanto ai contributi ai tanti Istituti per giovani indigenti e bisognosi, il Club si pone anche di fronte alle problematiche della città. Un esempio:

Il 26 Ottobre del 1953 al Collegio dei Ragionieri di Firenze, come citano le cronache del tempo:

“…..Importante convegno che ha presentato alla cittadinanza il Lions Club, facente parte di un’organizzazione internazionale e operante a Firenze da circa otto mesi. L'argomento è stato affrontato in una Tavola rotonda moderata dal Presidente Pier Giovanni Canepele, che ha illustrato l'idea del Club di far nascere un Palazzo dello Sport a Firenze. L'Assessore allo sport Sergio Giachetti  ha comunicato che il Comune di Firenze è intenzionato a promuovere la costruzione di un grande impianto sportivo coperto donando il terreno…”

Questa intuizione del Lions Club Firenze si concretizzerà venti anni dopo con la costruzione del palazzo dello sport di Campo Marte.

Sicuramente anche gli altri Club della Toscana si trovarono protagonisti di analoghe iniziative nelle loro realtà locali.

Certo non mancano l’impegno verso gli Istituti di assistenza, teniamo conto che il Welfare State era ancora di la da venire. E i contributi venivano incontro alle necessità del tempo e principalmente gli Orfani di guerra.

Il 23 Giugno del 1958 in occasione di una riunione conviviale

..”Il Presidente Camillo Borgna consegna al sindaco di Firenze Giorgio La Pira il “Premio Lions Club Firenze 1958” del valore di un milione di lire, Alla presenza del Governatore dei Lions Italiani Giovanni Gardini, di tutte le massime Autorità cittadine, di tutti i Consoli stranieri a Firenze e della totalità dei Soci del Club. Il Sindaco ha immediatamente donato tale somma all'Istituto di assistenza fiorentino della “Madonnina del Grappa” creato da Don Facibeni…”

Il 22 Aprile del 1961 in Piazza della Signoria alla presenza delle autorità cittadine vengono donati due cani giuda a due non vedenti

Ma i Soci del Lions Club colgono immediatamente anche il lato “internazionale” della Associazione e lanciano subito  le “ Giornate fiorentine dei Lions Europei” . Soci provenienti da tutti i paesi Europei possono godere delle bellezze della città in concomitanza con il “ Maggio musicale fiorentino” e con la “Mostra dell’Artigianato” e diffondere il messaggio della comune appartenenza all’Europa, politicamente nascente in quegli anni.

Già nel 1955, inizia la diffusione del Lionismo in Toscana. Curioso è notare che in questo sviluppo ha un ruolo oltre al Club di Firenze, che dette vita al Lions Club Prato, anche due Club Emiliani: Parma e Reggio Emilia che furono padrini rispettivamente del Lions Club Montecatini Terme il primo e del Lions Club Viareggio Versilia Host e Lucca il secondo.

Il Club di Firenze, del resto, diffuse il Lionismo a Perugia e Bologna, nonché, grazie al Socio Carlo Barbaia che si era colà trasferito, fu padrino del Lions Club di Francoforte sul Meno.

 

La visione del Lionismo era quindi senza barriere territoriali. E ogni Presidente del tempo s’impegnava attraverso le sue conoscenze personali e professionali a diffondere l’Associazione.

Nel 1956 il Lions Club Lucca sponsorizzò Pisa, il Lions Club di Montecatini Terme, quello di Grosseto. Viareggio Versilia Host, fu padrino del Lions Club Livorno.

Nel 1957 il Lions Club Firenze, fa da padrino ai Club di Arezzo e di Siena, mentre il Club di Prato da vita al Lions Club Empoli.

In dieci anni dal 1953 al 1963 i Club Toscani diventeranno 18.

Non minore importanza ha il ruolo della Toscana nello scenario Lionistico nazionale. Il 12 Settembre 1953 a Firenze, presso lo studio del Socio Lions Notaio Ugolino Golini, i Presidenti  del Lions Club di Milano, Torino, Napoli, Firenze, Bergamo e Pescara, danno vita al Distretto 108 ITALY.  Firenze è sempre presente alle Convention ed ai Congressi Nazionali.

 

Nei sei anni successivi i Club italiani diventano così numerosi che per merito del Governatore Distrettuale, Ambasciatore Ugo Sola, si provvede alla creazione del Multi distretto I.T.A.L.Y , suddividendo l’Italia in 5 Distretti. La Toscana fu accorpata con Umbria Lazio e Sardegna nel Distretto L . Primo Governatore del nuovo Distretto fu eletto nell’anno 1959-60  il Socio fondatore del Club di Firenze, Pier Giovanni Canepele.

Il ruolo del Lionismo Toscano cresce e nel successivo anno 1963-64 toccò a Lelio Landi, del Club di Empoli, ricoprire la Carica di Governatore.

La presenza e l’autorevolezza dei Club Toscani, e il ruolo internazionale svolto dal Club di Firenze, fu premiata con l’affidamento della Organizzazione del X Forum Europeo del 1964. nella splendida cornice della Sala Bianca di Palazzo Pitti.

Ma la sorte sta per riservare una tragica prova per Firenze e la Toscana: L’alluvione del 1966.

Le distruzioni subite dal tessuto economico ed artistico, spingono il Lions Club Firenze ad operare con maggiore convinzione sul versante della solidarietà e del coinvolgimento nelle scelte strategiche sul futuro della Città. Il Sostegno ai Soci alluvionati, e contemporaneamente agli “angeli del Fango” sono sintomi di una sensibilità e unità d’intenti tra i Soci che fanno onore a quella generazione di Lions.

Ci racconta Roberto Lallo, nel suo articolo celebrativo del 40° dell’Alluvione:

“….Rileggendo a 40 anni di distanza la corrispondenza del Presidente del tempo, Sergio Giachetti, emerge chiara un’interpretazione del Lionismo su cui dobbiamo puntare la nostra attenzione. La sua filosofia, si basò su quattro pilastri fondamentali: un rapporto stretto con i Soci, la solidarietà verso i bisognosi, i legami Lionistici internazionali e la visione chiara del contributo che l’Associazione poteva dare alla città ed alla società del tempo….”

Arrivarono aiuti dai Lions di tutto il Mondo e il Club di Firenze si trovò d’improvviso al centro di un rapporto operativo con le Autorità cittadine. Il Sindaco dell’Alluvione Piero Bargellini, spesso lasciava il Consiglio Comunale per intervenire ai nostri meeting e si può senz’altro affermare che questa tragica circostanza determinò un salto di qualità nel rapporto tra il Lions Club e la città di Firenze. Per la prima volta i Soci furono chiamati a mettere a disposizione della comunità le proprie capacità professionali ed economiche.

Piero Bargellini, nel gennaio del 1967 fu nominato Socio Onorario, e come scrisse in una lettera autografa, “….La cosa mi fece fare il viso rosso….”

Alla fine dell’annata Lionistica 1966/67, il Presidente Sergio Giachetti, in un grande Interclub con tutti i Lions della II circoscrizione e della Zona E, a Villa La Massa, volle ringraziare tutti i Club che si erano prodigati in quell’annata straordinaria, ed in particolare gli Amici dei Club di Prato, Empoli, Val D’Elsa che avevano aiutato Il Lions Club Firenze a proseguire, seppur ferito, la propria attività, ospitandolo nelle proprie sedi e contribuendo finanziariamente agli interventi umanitari svolti.  Il Ricavato benefico della Festa di Primavera, fu devoluto ad un Ex Carcerato che era stato graziato dal Presidente della Repubblica per gli atti eroici compiuti durante i giorni dell’Alluvione.

Tra il 1963 e il 1973 i Club diventeranno 29

Nel 1967-68 Divenne Governatore Distrettuale Francesco Cricchio del Club di Livorno e nel successivo 1970-71, Lao Cottini del Club di Siena.

Proprio sotto il suo Governatorato, nel maggio del 1971, Il Lions Club Firenze fu chiamato ad organizzare il XIX Congresso Nazionale Lions, negli splendidi locali del Palazzo dei Congressi appena inaugurato. Un Congresso sul tema: “ la certezza del Diritto quale garanzia della libertà del cittadino” che, nella storiografia Sionistica, sarà definito il Congresso della svolta. Cioè il punto storico di passaggio dei Lions italiani dalla così detta fase assistenziale a quella propositiva.

Nei primi anni settanta prende vita, anche in Toscana, il programma LEO per merito di Giuseppe Sansonetti del Lions del Club di Civitavecchia.

Firenze, Prato, Pistoia, Grosseto e Piombino dettero vita ai Leo Clubs, permettendo a tanti giovani la possibilità di vivere e applicare i valori e i principi del Lionismo.

Nell’anno 1973-74 Il Socio del Club di Firenze, Mario Giovannini viene nominato Governatore del Distretto 108L e, successivamente: nel 1976-77 Pier Luigi Guidi, del Lions Club Pontedera e nel 1979-80, Enrico Bellini del Lions Club Prato.

Gli anni ’70 rappresentarono per Firenze, un momento di grosso impegno per la definizione del futuro economico e strategico della città. In questo contesto, non c’era tema sul quale il Club non prendesse posizione, o non contribuisse a trovare soluzioni.

Sono gli anni in cui si impostano le scelte sul ruolo di Firenze nel campo Congressuale con la creazione del Palazzo dei Congressi e del polo fieristico della Fortezza; sono gli anni delle prime Mostre mercantili specializzate, che proprio a Firenze prendono le prime mosse, sfruttando la ricchezza del patrimonio di imprese specializzate nel settore della Moda, della Gioielleria e della Pelletteria.  Sono gli anni in cui si fanno quelle scelte che guidarono la città allo sviluppo ed alla sua rinascita.

Tra i Soci del Club di Firenze si annoverano, in quel periodo, importanti personaggi del mondo politico e industriale : Mario Leone, Primo Presidente della Regione Toscana.  Franco Tancredi, Presidente del Centro Moda e creatore di Pitti Uomo. Giancarlo Cassi, Presidente della Camera di Commercio di Firenze. Sergio Giachetti, professionista e  politico. Luciano Bausi, Sindaco di Firenze e Senatore. Artemio Franchi, Presidente della Federcalcio e della UEFA, Valentino Giannotti, Presidente della Confcommercio. Mario Bellini, Presidente degli Antiquari fiorentini. Camillo Borgna, Industriale tessile creatore di Pitti Casa, Varo Girardi, Industriale metalmeccanico. Attilio Vallecchi e Enrico Paoletti, Editori. Aldo e Franco Torrini, Orafi. Umberto Benedetto, Regista radiofonico. Tutti dettero il loro contributo e la politica cittadina si specchiò nella attività del Club.

Gli anni ‘80  sono quelli che vedono la nascita, prima dei Club Lioness e, successivamente, dopo la Convenzione internazionale di Taipei del 1987, dei primi Club misti.

Nelle grandi città i Club storici, non senza qualche tensione, vengono affiancati da Club giovani e dinamici. Inizia una trasformazione del tessuto sociale dei Club, la vecchia elite culturale ed economica del dopoguerra passa la mano alle nuove generazioni di Soci che svilupperanno l’attività dei Club  in sintonia con l’evoluzione sociale ed economico della Toscana. Nel 1983 i Club saranno 41, nel 1991, 54.

In questo decennio, la Toscana ebbe un ruolo di riferimento nel progresso culturale della Associazione che ad esempio si estrinsecò nella nascita del“ Centro Studi”, per rispondere alla richiesta da parte dei Club di un supporto nella loro azione sul territorio.

Credo sia giusto ricordare, in questa sede  i Soci Lions chiamati a ricoprire il ruolo di Governatore del Distretto 108 L in quegli anni : Brunello Brettoni del Lions Club Sesto Fiorentino nel 1982-83. Luciano Braccini, del Lions Club Pisa nel 1985-86 che fu anche Presidente del Consiglio dei Governatori nell’anno successivo; Vittorio Pizza, del Lions Club Abetone – Montagna Pistoiese nel 1988-89, Giovanni Fenzi del Lions Club Empoli nel 1991-92. Con lui si chiude l’esperienza del Distretto 108L

Questa è la nostra storia, ricordata brevemente, mi scuso se spesso ho citato il Club di Firenze. Tutti i Club della nostra regione meriterebbero una citazione. Io mi sono rifatto al nostro Archivio. Ma sono sicuro che al di là di notizie, magari inedite e curiose, Ognuno di voi potrà riconoscersi in queste cronache e in queste considerazioni.

Questa Storia non è solo la nostra, ma è un patrimonio di tutti i Lions, perché solo conoscendo e rispettando il nostro passato potremo mettere le basi del nostro futuro.

 

 
La nascita del distretto 108La Toscana PDF Stampa E-mail
Scritto da Corrado Lattanzi   
Lunedì 06 Giugno 2011 17:40
Sessant'anni di Lionismo in Toscana - Lucca, 21 maggio 2011
La Nascita del Distretto 108 La Toscana
-Relazione di Antonino Poma-

Buongiorno.
Insieme ad alcuni amici Lions, tra i quali desidero in particolare ricordare Paolo Fanfani, Massimo Fabio, il P.D.G. Mario Giovannini, il P.D.G. Vittorio Pizza e Ugo Sferlazzo, nonché mia moglie Bernadette Fontana Poma, ho vissuto, da protagonista, la nascita del Distretto Lions 108 LA Toscana e posso, quindi,  dare testimonianza delle cause e degli eventi che portarono alla creazione di un Distretto i cui confini territoriali coincidono con quelli della Regione Toscana.
A seguito della fondazione dei primi Lions Club in Italia (Milano nel febbraio 1951, Napoli e Torino nel 1952) fu costituito il Distretto 108 Italy.
Nel 1953 furono fondati i Clubs di Firenze, Bergamo, Pescara, Como e Parma e nello stesso anno si svolse a Firenze il primo Congresso del Distretto 108 Italy. Sempre nel 1953, ed esattamente il 12 settembre, con atto del Notaio Ugolino Golini di Firenze (tra l'altro uno dei fondatori del Lions Club Firenze, come si è detto, il quarto in ordine di tempo in Italia) furono formalizzati la nascita, riporto testualmente, del "Lions Club Italiano" come Distretto 108 del Lions Club International,  nonché il primo suo statuto.
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L.C. ISOLA D'ELBA, torneo di golf PDF Stampa E-mail
Scritto da L.C. ELBA   
Sabato 07 Maggio 2011 06:58
TORNEO DI GOLF
Organizzato dal Lions lub Isola d'Elba per raccolta fondi per beneficenza

Cari amici
Nell'intento di promuovere una campagna di beneficenza a favore della associazione  AVGE (Associazione Volontari Gruppo Elbano) che gestisce la casa vacanza per i diversamente   abili 'Sassi Turchini'  presso Portoazzurro, è stata organizzata dal Lions Club Isola d'Elba una gara di golf Sabato 14 maggio 2011 presso Elba Golf Acquabona.
Grazie alla fondamentale disponibilità del circolo, e alla gentile collaborazione della segreteria , l'intera somma che verrà raccolta dalle iscrizioni alla gara sarà interamente devoluta al Service sopradescritto.
Ricordando che ogni iniziativa promossa dai Club Lions è mossa dal principio del servizio, dell' altruismo, della generosità, per arrivare a portare un aiuto a favore sia di grandi cause umanitarie che di fabbisogni più piccoli e poiché per la sua etica e costituzione il Club Lions garantisce che anche il più piccolo aiuto possa raggiungere capillarmente il bisogno, saremmo lieti di coinvolgere il maggior numero di partecipanti per poter contribuire, ognuno di noi, all'attività della casa vacanza per i diversamente abili.

Fabio Chetoni, socio Golf Acquabona, Consigliere Lions Club Elba

Giselda Perego, Presidente Lions Club Elba

info: www.elbagolfacquabona.it; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; tel. 0565/940066

 

 
IMMIGRAZIONE IN TOSCANA: PROBLEMI E PROSPETTIVE PDF Stampa E-mail
Scritto da Marcello Paris   
Sabato 05 Marzo 2011 08:40


Analizzare il fenomeno per comprenderlo e soprattutto comprenderne cambiamenti e necessità. Questo l’approccio del Convegno, organizzato dal Distretto toscano del Lions International  nella sala consiliare del Comune di Prato con la collaborazione dell’Assessorato alla immigrazione.  “Immigrazione in Toscana nel terzo Millennio” il titolo del convegno aperto dal Governatore del Distretto Roberto Faggi che dell’argomento ne ha fatto il suo service annuale.  A dibattere sul tema, sempre più attuale, sono intervenuti gli assessori comunali Giorgio Silli e Rita Pieri rispettivamente con delega all’immigrazione e all’Istruzione.  I professori Fabio Berti e Andrea Valzania, docenti nelle Università di Firenze e Siena, autori del libro  “Le nuove frontiere dell’immigrazione. Gli immigrati stranieri in Toscana”. Hanno dato il  loro contributo David Broomfield, Console Generale di Gran Bretagna a Firenze, il Vice Prefetto di Prato Luigi Manzo, lo psicologo Paolo Gaddini in rappresentanza della Comunità educativa “Impronta” di Lucca. Erano presenti il Vescovo di Prato Monsignor Gastone Simone e il Prefetto di Firenze Padoin.

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SCAMBI GIOVANILI LIONS PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandro Taddei   
Giovedì 18 Novembre 2010 07:41
Da parte del Co-Yec Leo Andrea Bozzi, alleghiamo la documentazione sugli Scambi Giovanili.

 
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2009 Lions 108 La