In questo scenario il Club muove i primi passi e in pochi anni aumenta il numero e l’autorevolezza dei Soci. Vorrei a questo punto sfatare un pregiudizio che considera quei Lions dediti quasi esclusivamente alla beneficenza. Non è così. Scorrendo l’attività di quegli anni, meeting per meeting, ( lo potete fare sul nostro sito ) si nota come, accanto ai contributi ai tanti Istituti per giovani indigenti e bisognosi, il Club si pone anche di fronte alle problematiche della città. Un esempio:
Il 26 Ottobre del 1953 al Collegio dei Ragionieri di Firenze, come citano le cronache del tempo:
“…..Importante convegno che ha presentato alla cittadinanza il Lions Club, facente parte di un’organizzazione internazionale e operante a Firenze da circa otto mesi. L'argomento è stato affrontato in una Tavola rotonda moderata dal Presidente Pier Giovanni Canepele, che ha illustrato l'idea del Club di far nascere un Palazzo dello Sport a Firenze. L'Assessore allo sport Sergio Giachetti ha comunicato che il Comune di Firenze è intenzionato a promuovere la costruzione di un grande impianto sportivo coperto donando il terreno…”
Questa intuizione del Lions Club Firenze si concretizzerà venti anni dopo con la costruzione del palazzo dello sport di Campo Marte.
Sicuramente anche gli altri Club della Toscana si trovarono protagonisti di analoghe iniziative nelle loro realtà locali.
Certo non mancano l’impegno verso gli Istituti di assistenza, teniamo conto che il Welfare State era ancora di la da venire. E i contributi venivano incontro alle necessità del tempo e principalmente gli Orfani di guerra.
Il 23 Giugno del 1958 in occasione di una riunione conviviale
..”Il Presidente Camillo Borgna consegna al sindaco di Firenze Giorgio La Pira il “Premio Lions Club Firenze 1958” del valore di un milione di lire, Alla presenza del Governatore dei Lions Italiani Giovanni Gardini, di tutte le massime Autorità cittadine, di tutti i Consoli stranieri a Firenze e della totalità dei Soci del Club. Il Sindaco ha immediatamente donato tale somma all'Istituto di assistenza fiorentino della “Madonnina del Grappa” creato da Don Facibeni…”
Il 22 Aprile del 1961 in Piazza della Signoria alla presenza delle autorità cittadine vengono donati due cani giuda a due non vedenti
Ma i Soci del Lions Club colgono immediatamente anche il lato “internazionale” della Associazione e lanciano subito le “ Giornate fiorentine dei Lions Europei” . Soci provenienti da tutti i paesi Europei possono godere delle bellezze della città in concomitanza con il “ Maggio musicale fiorentino” e con la “Mostra dell’Artigianato” e diffondere il messaggio della comune appartenenza all’Europa, politicamente nascente in quegli anni.
Già nel 1955, inizia la diffusione del Lionismo in Toscana. Curioso è notare che in questo sviluppo ha un ruolo oltre al Club di Firenze, che dette vita al Lions Club Prato, anche due Club Emiliani: Parma e Reggio Emilia che furono padrini rispettivamente del Lions Club Montecatini Terme il primo e del Lions Club Viareggio Versilia Host e Lucca il secondo.
Il Club di Firenze, del resto, diffuse il Lionismo a Perugia e Bologna, nonché, grazie al Socio Carlo Barbaia che si era colà trasferito, fu padrino del Lions Club di Francoforte sul Meno.
La visione del Lionismo era quindi senza barriere territoriali. E ogni Presidente del tempo s’impegnava attraverso le sue conoscenze personali e professionali a diffondere l’Associazione.
Nel 1956 il Lions Club Lucca sponsorizzò Pisa, il Lions Club di Montecatini Terme, quello di Grosseto. Viareggio Versilia Host, fu padrino del Lions Club Livorno.
Nel 1957 il Lions Club Firenze, fa da padrino ai Club di Arezzo e di Siena, mentre il Club di Prato da vita al Lions Club Empoli.
In dieci anni dal 1953 al 1963 i Club Toscani diventeranno 18.
Non minore importanza ha il ruolo della Toscana nello scenario Lionistico nazionale. Il 12 Settembre 1953 a Firenze, presso lo studio del Socio Lions Notaio Ugolino Golini, i Presidenti del Lions Club di Milano, Torino, Napoli, Firenze, Bergamo e Pescara, danno vita al Distretto 108 ITALY. Firenze è sempre presente alle Convention ed ai Congressi Nazionali.
Nei sei anni successivi i Club italiani diventano così numerosi che per merito del Governatore Distrettuale, Ambasciatore Ugo Sola, si provvede alla creazione del Multi distretto I.T.A.L.Y , suddividendo l’Italia in 5 Distretti. La Toscana fu accorpata con Umbria Lazio e Sardegna nel Distretto L . Primo Governatore del nuovo Distretto fu eletto nell’anno 1959-60 il Socio fondatore del Club di Firenze, Pier Giovanni Canepele.
Il ruolo del Lionismo Toscano cresce e nel successivo anno 1963-64 toccò a Lelio Landi, del Club di Empoli, ricoprire la Carica di Governatore.
La presenza e l’autorevolezza dei Club Toscani, e il ruolo internazionale svolto dal Club di Firenze, fu premiata con l’affidamento della Organizzazione del X Forum Europeo del 1964. nella splendida cornice della Sala Bianca di Palazzo Pitti.
Ma la sorte sta per riservare una tragica prova per Firenze e la Toscana: L’alluvione del 1966.
Le distruzioni subite dal tessuto economico ed artistico, spingono il Lions Club Firenze ad operare con maggiore convinzione sul versante della solidarietà e del coinvolgimento nelle scelte strategiche sul futuro della Città. Il Sostegno ai Soci alluvionati, e contemporaneamente agli “angeli del Fango” sono sintomi di una sensibilità e unità d’intenti tra i Soci che fanno onore a quella generazione di Lions.
Ci racconta Roberto Lallo, nel suo articolo celebrativo del 40° dell’Alluvione:
“….Rileggendo a 40 anni di distanza la corrispondenza del Presidente del tempo, Sergio Giachetti, emerge chiara un’interpretazione del Lionismo su cui dobbiamo puntare la nostra attenzione. La sua filosofia, si basò su quattro pilastri fondamentali: un rapporto stretto con i Soci, la solidarietà verso i bisognosi, i legami Lionistici internazionali e la visione chiara del contributo che l’Associazione poteva dare alla città ed alla società del tempo….”
Arrivarono aiuti dai Lions di tutto il Mondo e il Club di Firenze si trovò d’improvviso al centro di un rapporto operativo con le Autorità cittadine. Il Sindaco dell’Alluvione Piero Bargellini, spesso lasciava il Consiglio Comunale per intervenire ai nostri meeting e si può senz’altro affermare che questa tragica circostanza determinò un salto di qualità nel rapporto tra il Lions Club e la città di Firenze. Per la prima volta i Soci furono chiamati a mettere a disposizione della comunità le proprie capacità professionali ed economiche.
Piero Bargellini, nel gennaio del 1967 fu nominato Socio Onorario, e come scrisse in una lettera autografa, “….La cosa mi fece fare il viso rosso….”
Alla fine dell’annata Lionistica 1966/67, il Presidente Sergio Giachetti, in un grande Interclub con tutti i Lions della II circoscrizione e della Zona E, a Villa La Massa, volle ringraziare tutti i Club che si erano prodigati in quell’annata straordinaria, ed in particolare gli Amici dei Club di Prato, Empoli, Val D’Elsa che avevano aiutato Il Lions Club Firenze a proseguire, seppur ferito, la propria attività, ospitandolo nelle proprie sedi e contribuendo finanziariamente agli interventi umanitari svolti. Il Ricavato benefico della Festa di Primavera, fu devoluto ad un Ex Carcerato che era stato graziato dal Presidente della Repubblica per gli atti eroici compiuti durante i giorni dell’Alluvione.
Tra il 1963 e il 1973 i Club diventeranno 29
Nel 1967-68 Divenne Governatore Distrettuale Francesco Cricchio del Club di Livorno e nel successivo 1970-71, Lao Cottini del Club di Siena.
Proprio sotto il suo Governatorato, nel maggio del 1971, Il Lions Club Firenze fu chiamato ad organizzare il XIX Congresso Nazionale Lions, negli splendidi locali del Palazzo dei Congressi appena inaugurato. Un Congresso sul tema: “ la certezza del Diritto quale garanzia della libertà del cittadino” che, nella storiografia Sionistica, sarà definito il Congresso della svolta. Cioè il punto storico di passaggio dei Lions italiani dalla così detta fase assistenziale a quella propositiva.
Nei primi anni settanta prende vita, anche in Toscana, il programma LEO per merito di Giuseppe Sansonetti del Lions del Club di Civitavecchia.
Firenze, Prato, Pistoia, Grosseto e Piombino dettero vita ai Leo Clubs, permettendo a tanti giovani la possibilità di vivere e applicare i valori e i principi del Lionismo.
Nell’anno 1973-74 Il Socio del Club di Firenze, Mario Giovannini viene nominato Governatore del Distretto 108L e, successivamente: nel 1976-77 Pier Luigi Guidi, del Lions Club Pontedera e nel 1979-80, Enrico Bellini del Lions Club Prato.
Gli anni ’70 rappresentarono per Firenze, un momento di grosso impegno per la definizione del futuro economico e strategico della città. In questo contesto, non c’era tema sul quale il Club non prendesse posizione, o non contribuisse a trovare soluzioni.
Sono gli anni in cui si impostano le scelte sul ruolo di Firenze nel campo Congressuale con la creazione del Palazzo dei Congressi e del polo fieristico della Fortezza; sono gli anni delle prime Mostre mercantili specializzate, che proprio a Firenze prendono le prime mosse, sfruttando la ricchezza del patrimonio di imprese specializzate nel settore della Moda, della Gioielleria e della Pelletteria. Sono gli anni in cui si fanno quelle scelte che guidarono la città allo sviluppo ed alla sua rinascita.
Tra i Soci del Club di Firenze si annoverano, in quel periodo, importanti personaggi del mondo politico e industriale : Mario Leone, Primo Presidente della Regione Toscana. Franco Tancredi, Presidente del Centro Moda e creatore di Pitti Uomo. Giancarlo Cassi, Presidente della Camera di Commercio di Firenze. Sergio Giachetti, professionista e politico. Luciano Bausi, Sindaco di Firenze e Senatore. Artemio Franchi, Presidente della Federcalcio e della UEFA, Valentino Giannotti, Presidente della Confcommercio. Mario Bellini, Presidente degli Antiquari fiorentini. Camillo Borgna, Industriale tessile creatore di Pitti Casa, Varo Girardi, Industriale metalmeccanico. Attilio Vallecchi e Enrico Paoletti, Editori. Aldo e Franco Torrini, Orafi. Umberto Benedetto, Regista radiofonico. Tutti dettero il loro contributo e la politica cittadina si specchiò nella attività del Club.
Gli anni ‘80 sono quelli che vedono la nascita, prima dei Club Lioness e, successivamente, dopo la Convenzione internazionale di Taipei del 1987, dei primi Club misti.
Nelle grandi città i Club storici, non senza qualche tensione, vengono affiancati da Club giovani e dinamici. Inizia una trasformazione del tessuto sociale dei Club, la vecchia elite culturale ed economica del dopoguerra passa la mano alle nuove generazioni di Soci che svilupperanno l’attività dei Club in sintonia con l’evoluzione sociale ed economico della Toscana. Nel 1983 i Club saranno 41, nel 1991, 54.
In questo decennio, la Toscana ebbe un ruolo di riferimento nel progresso culturale della Associazione che ad esempio si estrinsecò nella nascita del“ Centro Studi”, per rispondere alla richiesta da parte dei Club di un supporto nella loro azione sul territorio.
Credo sia giusto ricordare, in questa sede i Soci Lions chiamati a ricoprire il ruolo di Governatore del Distretto 108 L in quegli anni : Brunello Brettoni del Lions Club Sesto Fiorentino nel 1982-83. Luciano Braccini, del Lions Club Pisa nel 1985-86 che fu anche Presidente del Consiglio dei Governatori nell’anno successivo; Vittorio Pizza, del Lions Club Abetone – Montagna Pistoiese nel 1988-89, Giovanni Fenzi del Lions Club Empoli nel 1991-92. Con lui si chiude l’esperienza del Distretto 108L
Questa è la nostra storia, ricordata brevemente, mi scuso se spesso ho citato il Club di Firenze. Tutti i Club della nostra regione meriterebbero una citazione. Io mi sono rifatto al nostro Archivio. Ma sono sicuro che al di là di notizie, magari inedite e curiose, Ognuno di voi potrà riconoscersi in queste cronache e in queste considerazioni.
Questa Storia non è solo la nostra, ma è un patrimonio di tutti i Lions, perché solo conoscendo e rispettando il nostro passato potremo mettere le basi del nostro futuro.