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Oggetto: in ricordo di Gualtiero.
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Ci capita sovente di leggere sulla nostra rivista (e non solo) ricordi e commemorazioni affettuose di un amico che purtroppo non è più con noi.
Leggo sempre con attenzione quelle poche righe che qualche amico gli ha dedicato perché ci offrono uno spaccato della persona che agli occhi dei più è sconosciuto e che invece, guardando oltre “l’ufficialità” ed il comune pensare, ce ne fa apprezzare l’umanità, gli affetti, i sentimenti, il suo essere quotidiano.
Non avrei mai pensato però che un giorno sarebbe capitato anche a me di dover “fissare” nella memoria di tutti gli amici Lions Gualtiero Michelozzi.
E mi rendo conto quanto ciò sia difficile, considerato che tutti gli aspetti della personalità che richiami alla memoria, e che in qualche modo evidenzi, inevitabilmente ne sottacciono altri altrettanto importanti ed evidenti.
Gualtiero, per il Club di Quarrata, Agliana, Pianura Pistoiese, nonostante fosse stato socio fondatore ed insignito del Melvin Jones Fellow, era il Tesoriere. Il Tesoriere per eccellenza.
Il suo rigore morale, la sua precisione, la sua esperienza, sono stati per noi all’insieme: guida, monito e riferimento.
Non voglio però parlare della sua rettitudine, della sua onestà, del suo insegnamento e delle sua inflessibilità verso comportamenti che avrebbero potuto, non dico compromettere, ma anche solo offuscare la dignità del Club e dell’Associazione. Né della sua assoluta ed incondizionata accettazione delle decisioni prese. Sui nuovi soci diceva: “Non mi interessa sapere chi è. Lo presenta un amico Lions e per me è una garanzia sufficiente.”
Era ritenuto da tutti noi una “voce della coscienza” sempre pronta a far risuonare nelle nostre menti un campanellino di avviso per segnalarci l’allontanamento dalla retta via. In Consiglio spesso risuonava un monito: attenti, fate pure come avete stabilito, ma le conseguenze potrebbero essere inattese e sgradite. E sempre con la massima calma. Non l’ho mai, dico mai, visto arrabbiato.
Non voglio neppure ricordare quanto fosse “generoso nella lode” verso tutti i comportamenti e le azioni meritevoli. Nel suo vocabolario non credo esistesse la parola “gelosia” e tanto meno “invidia”.
Mi piace invece ricordare le piacevoli discussioni che avevamo la domenica mattina, sempre verso mezzogiorno (non che avrei potuto rimettere l’orologio come la vicina di Kant; ma l’intervallo di tempo è sempre stato molto ristretto) quando ritornava dalla visita settimanale al “podere” e si fermava da me.
Confesso che nell’appropinquarsi dell’ora trovavo sempre qualcosa da fare in luoghi e spazi da dove mi potesse vedere mentre, lungo la viottola campestre, si avvicinava in macchina a fianco della fidata Silvia. Non volevo dargli scuse per passare oltre.
Ma penso che non sarebbe accaduto.
Non credo che questi potessero essere i nostri momenti più “veri” perché Gualtiero è sempre stato “schietto” in ogni sua presa di posizione: in qualsiasi luogo ed in qualsiasi tempo; di fronte al Socio Peones come davanti al Governatore Supremo. Non conosceva l’ipocrisia.
Per me questi momenti avevano poi un fascino particolare, una sorta di analisi delle problematiche dell’Associazione come valutate dall’esterno.
Era come se fossimo fuori da quegli eventi di cui noi stessi eravamo stati attori ed anche protagonisti.
E come non ricordare poi il tradizionale invito che, insieme alla sua cara ed inseparabile Anna, ci faceva a Tonfano nel periodo estivo. Come lo ricorderanno sicuramente anche tutti gli altri amici lions che immancabilmente vi partecipavano.
Nel nostro ambito, in ogni occasione, si esalta giustamente il valore dell’amicizia: ebbene quelle serate al mare, sulla veranda dell’albergo, davanti al brulichio che accompagna le vacanze, ci facevano apprezzare quanto questo valore sia prezioso ed insostituibile.
Caro Gualtiero, sono certo che nella vita del Club hai lasciato un segno indelebile ed una traccia che neppure i sedimenti del tempo potranno facilmente cancellare.
In noi resterà il ricordo di un amico sincero, leale, solidale, altruista, disponibile, cauto nella critica e generoso nella lode.
Un vero Lions, come appunto ti piaceva dire.
Ad Anna la nostra più affettuosa partecipazione con l’auspicio di vederla ancora spesso con noi.
FRANCO BALDI
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