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Lions Club Firenze Stibbert: PDF Stampa E-mail
Scritto da Fiorenzo Smalzi   
Venerdì 12 Febbraio 2010 19:10

guidoncino

Lions Club Firenze Stibbert:

 Un Capodanno di Pace da ricordare

di Leonardo Longo

 

Il Lions Club Firenze Stibbert ha organizzato per la fine del 2009 e l'inizio del nuovo anno un viaggio in Terra Santa e Giordania, e con l'occasione ha donato all'orfanotrofio "La Creche" di Betlemme il ricavato di alcuni Services  svolti nell'anno 2009, per un valore di oltre 4000 euro.

27 persone, provenienti anche da altri Lions Club, hanno partecipato a questo viaggio, che ha unito sentimenti di solidarietà, divertimento, amicizia e spiritualità. L'affiatamento tra i partecipanti e' stato eccezionale: tutti concordi ed uniti nel ripercorrere la via di Gesù' Cristo, da Nazareth al Monte Carmelo, a Betlemme, Cafarnao, il Monte Tabor, Cana, il lago di Tiberiade, Gerico, il fiume Giordano, Il Monte degli Ulivi, Gerusalemme ed il Santo Sepolcro, e moltissimi altri luoghi descritti nel Vecchio e nel Nuovo Testamento. Don Gianantonio Urbani, un prete-guida moderno, aperto ed estremamente preparato da ogni punto di vista, ha illustrato magistralmente tutto il percorso, evidenziandone ogni particolare artistico - archeologico ed i significati profondi che ne derivano. AI tempo stesso, l'atmosfera signorilmente goliardica ha permesso di passare dei giorni lieti, lontano dalle preoccupazioni quotidiane e dall' orgia di consumismo che son diventate le feste di Natale nel nostro Paese. La visita di Petra, una delle sette meraviglie del mondo, e di Jerash, in Giordania, una stupenda città dell'epoca dell'Impero Romano, nonché un bagno nel Mar Morto, hanno completato il viaggio. Momenti di eccezionale commozione e gioia sono stati la Messa dedicata esclusivamente al gruppo, nella grotta di Sant'Elena, accanto a quella della Natività di Betlemme, quest'ultima, purtroppo, ridotta ad un Bazar e gestita dai vari gruppi religiosi come peggio non si può; e la visita all'Orfanotrofio "La Creche" di Betlemme, dove Suor Sophie, sulle orme di altre suore eroiche, accudisce, pressoché da sola, 52 bambini di età compresa tra O e 7 anni, ostacolata dalle politiche locali degli Stati confinanti. I bambini che lei salva da morte sicura, visto che sono nati al di fuori  da regolare  matrimonio in Palestina, dove  la legge islamica condanna a morte sia le madri che i bambini stessi, rimangono a lei affidati fino a sette anni di età, poi devono andare per forza in famiglie musulmane, che però non possono adottarli, ma solo prenderli in custodia in attesa che diventino maggiorenni, dopodiché tali persone non hanno alcun diritto civile, poiché la legge musulmana non prevede l'adozione. I bambini dell'orfanotrofio hanno colpito tutti per la loro dolcezza ed allegria. Finché possono stare in orfanotrofio, questi bambini sono molto assistiti ed amati, e la serenità traspare dai loro volti. Poi sono costretti ad affrontare il mondo esterno, e lì la situazione spesso si complica. Il gruppo e' rimasto tre giorni a Betlemme, chiuso dal muro di  tre metri di altezza che separa la città dal resto del mondo; ha affrontato molti " checkpoint " israeliani disseminati attorno a Gerusalemme, e la frontiera con la Giordania, con controlli di ogni tipo. Tutte queste esperienze di vita vissuta, insieme all'osservazione del perenne stato di all'erta in cui versa la popolazione in quei luoghi, inducono a molte riflessioni. Ha colpito, infatti, non tanto la “povertà” della gente, piuttosto simile a quella di certi luoghi del nostro sud, quanto la confusione dei valori: morali, economici, civili, spirituali, organizzativi. Fin da bambini quelle popolazioni vengono educate all'odio razziale ed alla lotta senza esclusione di colpi, e poi ci si scandalizza quando da lì saltano fuori i kamikaze o le reazioni esagerate alle aggressioni. Gli incontri con due eminenti personalità ecclesiastiche francescane, il Padre Ibrahim Baltas, responsabile del mantenimento dello "Status quo”  locale e fondatore di una scuola aperta a bambini di tutte le religioni, e quello con Padre Pizzaballa, responsabile della custodia dei sacri luoghi in Terra Santa, ha fatto conoscere meglio la vera realtà locale. Sta di fatto che lì molta gente soffre, soprattutto per mancanza di valori veri e di libertà civili, e da tutte le parti si continua a fomentare quell'odio razziale che porta alla costruzione di nuovi muri e nuovi moderni campi di concentramento, come se secoli di storia fossero passati invano, senza insegnare nulla. La visita al Museo dell'Olocausto ha fatto vedere, per l'ennesima volta, cosa i Tedeschi ed i loro alleati hanno fatto agli Ebrei durante la seconda Guerra Mondiale, ma non cosa si sta facendo oggi ai Palestinesi, o cosa si e' fatto nei Lager dell'Est Europeo fino al 1989, o quel che sì fa oggi a molti popoli africani, asiatici ed agli aborigeni australiani, o la situazione della giustizia in molti Paesi, Italia compresa.

Cos'altro potrebbero fare i Lions in Terra Santa? Continuare ad andarci e portare aiuti concreti ed un messaggio d'amore e amicizia, al di sopra delle cosiddette religioni, che in quei luoghi altro non sono che idolatrie intrise di fanatismo.

 
2009 Lions 108 La